-Io è tanti-
-Io è tanti-

-Io è tanti-

Io è tanti

di Chandra Livia Candiani

Io è tanti
e c’è chi crolla
e chi veglia
chi innaffia i fiori
e chi beve troppo
chi dà sepoltura
e chi ruggisce.


C’è un bambino estirpato
e una danzatrice infaticabile
c’è massacro
e ci sono ossa
che tornano luce.


Qualcuno spezzetta immagini
in un mortaio,
una sarta cuce
un petto nuovo
ampio
che accolga la notte,
il piombo.


Ci sono parole ossute
e una via del senso
e una deriva,
c’è un postino sotto gli alberi, 
riposa
e c’è la ragione che conta
i respiri
e non bastano
a fare tempio.


C’è il macellaio
e c’è un bambino disossato
c’è il coglitore
di belle nuvole
e lo scolaro
che nomina e non tocca,
c’è il dormiente
e l’insonne che lo sveglia
a scossoni
con furore
di belva giovane
affamata di sembianze.


Ci sono tutti i tu
amati e quelli spintonati via
ci sono i noi cuciti
di lacrime e di labbra
riconoscenti. Ci sono
inchini a braccia spalancate
e maledizioni bestemmiate
in faccia al mondo.


Ci sono tutti, tutti quanti,
non in fila e nemmeno
in cerchio,
ma mescolati come farina e acqua
nel gesto caldo che fa il pane:
io è un abbraccio.

(tratto da La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore, Einaudi Ed., 2014)

Photo: scatto di una fotografia di Andrè Kertèsz in mostra a Riccione, 2024

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